Come affrontare le nuove sfide della cybersecurity? Scopri come il modello Zero Trust aiuta le aziende a proteggere identità, endpoint e accessi alle risorse, anche in un contesto di lavoro remoto e servizi cloud.

Il panorama della sicurezza informatica è in continua evoluzione. La crescita delle minacce, la diffusione delle applicazioni cloud e il lavoro ibrido stanno cambiando il modo in cui le aziende devono proteggere dati e infrastrutture IT.

Oggi, difendere il perimetro della rete non è più sufficiente: è necessario verificare chi accede alle risorse aziendali, da quali dispositivi e in quali condizioni.

In questo scenario si inserisce la Zero Trust Security, un modello basato su un principio fondamentale: Never Trust, Always Verify, ovvero non fidarsi mai in modo implicito e verificare sempre.

Che cos'è la Zero Trust Security?

La Zero Trust Security supera il modello tradizionale secondo cui gli utenti e i dispositivi all'interno della rete aziendale possono essere considerati automaticamente affidabili.

Ogni richiesta di accesso deve invece essere verificata sulla base di diversi fattori, tra cui l'identità dell'utente, lo stato del dispositivo e le risorse richieste.

L'obiettivo è ridurre il rischio di accessi non autorizzati, limitare la diffusione degli attacchi e garantire una protezione coerente sia in ufficio sia da remoto.

Per riuscirci, è necessario integrare più livelli di sicurezza, dalla protezione delle identità al controllo degli endpoint, fino alla gestione degli accessi alle applicazioni.

Zero Trust Security: 6 passi per implementarla

Adottare un modello Zero Trust non significa installare un singolo prodotto, ma sviluppare una strategia che integri tecnologie, processi e policy. Ecco sei aspetti fondamentali da considerare.

1. Mappare utenti, dispositivi e risorse
Il primo passo consiste nel comprendere quali utenti accedono ai sistemi aziendali, quali dispositivi utilizzano e quali applicazioni e dati devono essere protetti. Questa visibilità permette di individuare le risorse più critiche e definire le priorità.

2. Rafforzare la sicurezza delle identità
Le credenziali compromesse rappresentano un rischio significativo. L'autenticazione multifattore (MFA) aggiunge un livello di verifica rispetto alla sola password e contribuisce a ridurre la possibilità di accessi non autorizzati.

3. Proteggere gli endpoint
Computer e dispositivi possono diventare punti di ingresso per gli attaccanti, soprattutto se vulnerabili o non aggiornati. È quindi importante adottare strumenti di protezione e monitoraggio, verificando lo stato di sicurezza degli endpoint che accedono alle risorse aziendali.

4. Applicare il principio del privilegio minimo
Ogni utente dovrebbe poter accedere soltanto alle risorse necessarie per svolgere le proprie attività. Limitare le autorizzazioni riduce la superficie di attacco e aiuta a contenere le conseguenze di un account compromesso.

5. Rendere sicuro l'accesso remoto
Con il lavoro ibrido, la protezione deve seguire gli utenti anche al di fuori dell'ufficio. Le soluzioni di accesso sicuro permettono di applicare controlli basati sull'identità e sulle policy aziendali, limitando l'accesso alle sole applicazioni autorizzate.

6. Monitorare e migliorare continuamente
Zero Trust non è un progetto che si conclude con la configurazione iniziale. È necessario monitorare gli accessi, riesaminare le autorizzazioni e aggiornare le policy in base all'evoluzione delle minacce e dell'infrastruttura.

Procedere per fasi, partendo dai rischi più rilevanti, aiuta a costruire una strategia efficace e sostenibile nel tempo.

WatchGuard FireCloud: proteggere il lavoro remoto

La diffusione del lavoro da remoto ha reso fondamentale garantire un accesso sicuro alle applicazioni e alle risorse aziendali, indipendentemente dalla posizione degli utenti.

WatchGuard FireCloud offre funzionalità di sicurezza basate sul cloud che possono contribuire a proteggere gli accessi e il traffico web. In base alla soluzione e alla configurazione adottata, è possibile applicare controlli di sicurezza agli utenti e gestire l'accesso alle applicazioni private.

Integrate in una strategia Zero Trust, queste tecnologie aiutano a superare una visione della sicurezza basata esclusivamente sul perimetro di rete, favorendo un approccio più flessibile e coerente con le esigenze delle organizzazioni moderne.

La tecnologia, tuttavia, è solo una parte del percorso: risultati efficaci richiedono anche una corretta gestione delle identità, policy di accesso adeguate e monitoraggio continuo.

Costruire una strategia Zero Trust con SNAP e WatchGuard

La Zero Trust Security rappresenta un'opportunità per ripensare la protezione aziendale, mettendo al centro identità, dispositivi e accessi alle risorse.

Dalla sicurezza degli endpoint all'autenticazione multifattore, fino alla protezione delle applicazioni e del lavoro remoto, ogni elemento deve contribuire a una strategia integrata.

SNAP, Gold Partner WatchGuard, supporta le aziende nel percorso verso una cybersecurity più consapevole e strutturata, aiutandole a individuare soluzioni e strategie in linea con le proprie esigenze.

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